La Bromelina è diventata buonissima

La Bromelina è sempre stata “buona” per tutto ciò che fa. Ora è diventata Buonissima.
Bromelina: una storia che affonda le radici nell’ananas… e nella ricerca scientifica
La Bromelina, spesso considerata un “tesoro nascosto” all’interno dell’ananas, è oggi una sostanza ben nota in ambito nutrizionale, fitoterapico e medico. Ma come si è arrivati a scoprire e a studiare a fondo questo insieme di enzimi proteolitici così importanti? In questo articolo ripercorriamo la sua storia, dalle prime osservazioni empiriche al consolidamento scientifico, fino alla sua attuale diffusione come integratore e coadiuvante terapeutico.
Alle origini: l’ananas nella medicina tradizionale
Le proprietà medicinali dell’ananas erano note già a diverse culture indigene dell’America centrale e meridionale, molto prima che gli esploratori europei ne venissero a contatto. Le popolazioni native utilizzavano polpa e succo di ananas per favorire la digestione, lenire le infiammazioni e facilitare la guarigione di ferite e ustioni. L’arrivo dei conquistadores e dei viaggiatori europei permise al frutto di diffondersi rapidamente in altre parti del mondo. Tuttavia, furono necessarie diverse generazioni prima che si intravedessero le basi scientifiche dietro i benefici che le popolazioni locali già sfruttavano da secoli.
La scoperta della Bromelina
Le proprietà della Bromelina sono state scoperte quasi per caso, osservando un fenomeno comune nella cucina dei Paesi più caldi. Sembra provenire dalla Polinesia, la tradizione di impiegare fette fresche di ananas e papaya per marinare la carne e intenerirla. Di certo non si parlava già di enzimi come Bromelina e papaina ma, come spesso succede nella saggezza popolare, l’intuizione era esatta: la Bromelina è un enzima proteolitico in grado di scomporre le proteine, facilitandone la digestione.
Questa scoperta ha acceso l’interesse della comunità scientifica, portando a numerosi studi sulle sue applicazioni benefiche per l’organismo, dal supporto digestivo fino alle proprietà antinfiammatorie e detossinanti.
Nel corso del XIX secolo, diversi scienziati si interessarono alle proprietà dell’ananas. Tra questi, è importante ricordare il chimico venezuelano Vicente Marcano, che per primo, attorno al 1891, isolò da alcune parti del frutto un enzima capace di “digerire” le proteine. All’inizio, l’enzima fu semplicemente chiamato “Bromelina” o “Bromelina dell’ananas”, poiché l’ananas appartiene alla famiglia delle Bromeliacee.
La scoperta fu inizialmente accolta con curiosità, ma la complessità nel produrre estratti purificati e i limiti delle tecnologie dell’epoca impedirono uno studio su larga scala. Solo con l’avanzare della chimica analitica e degli strumenti di laboratorio, all’inizio del XX secolo, si approfondirono le ricerche intorno alla “forza digestiva” di questa sostanza, soprattutto in relazione alle proteine.
I primi studi sulla Bromelina
A partire dagli anni ’30 e ’40 del Novecento, l’interesse per la Bromelina cresce notevolmente. Si iniziano a chiarire le basi biochimiche della sua azione: la Bromelina è in realtà un complesso di enzimi proteolitici, ovvero enzimi in grado di “tagliuzzare” le proteine in frammenti più piccoli. Grazie a questa caratteristica, si scopre che facilita la digestione delle proteine assunte con la dieta e si dimostra efficace nel ridurre l’infiammazione, poiché contribuisce a modulare alcuni mediatori infiammatori.
Nei decenni successivi vengono condotti studi clinici preliminari che suggerirono come la Bromelina possa supportare la guarigione dei tessuti e dare sollievo in determinate condizioni infiammatorie (come le infiammazioni muscolari o articolari).
La Bromelina come la conosciamo
Fra anni ’60 e ’70 assistiamo alla vera consacrazione della Bromelina come attivo naturale impiegato in campo medico. Inizia a entrare nei protocolli di studi clinici, specialmente in Germania (Paese che ha una lunga tradizione di ricerca e impiego dei fitocomplessi). Da lì, l’interesse si diffonde in altri Paesi europei, negli Stati Uniti e in Asia. Negli anni ’90, con il perfezionamento dei processi di estrazione e purificazione, la disponibilità di Bromelina in forma di integratore diventa sempre più estesa. Molte aziende farmaceutiche e nutraceutiche cominciano a includerla nelle proprie linee, spesso in associazione con altri enzimi e sostanze naturali. Molti studi continuano a esplorare le potenzialità di questa sostanza, indagando nuove vie di somministrazione (compresse gastroresistenti, creme, gel) e nuovi campi di applicazione. L’obiettivo è sfruttare al meglio le proprietà enzimatiche senza incorrere in inattese interazioni o reazioni allergiche.
Quando e come viene consigliata la Bromelina?
Come sostanza terapeutica naturale, la Bromelina viene utilizzata in ambito medico, farmacologico ed erboristico principalmente a scopo antinfiammatorio e antigonfiore.
La Bromelina è nota soprattutto per la sua efficace azione antinfiammatoria e antiedematosa, cioè la capacità di ridurre il gonfiore e favorire la naturale risoluzione degli edemi. Per questo sostanza viene generalmente consigliata quando si manifestano stati infiammatori accompagnati o addirittura aggravati da accumuli di liquidi e gonfiori. Le indicazioni più frequenti della Bromelina includono problematiche infiammatorie localizzate in diverse aree del corpo:
- Muscoli: indicata in presenza di dolori muscolari, contratture o affaticamento, specialmente dopo un’intensa attività fisica o traumi.
- Apparato respiratorio: consigliata in caso di congestione, sinusite o infiammazioni delle vie respiratorie, grazie alla sua capacità di fluidificare le secrezioni e ridurre l’infiammazione.
- Tendini o tessuti connettivi: utilizzata efficacemente in caso di tendiniti, distorsioni, contusioni o infiammazioni croniche del tessuto connettivo.
- Apparato urogenitale: indicata per trattare infiammazioni e gonfiori legati a infezioni urinarie o disturbi ginecologici caratterizzati da edema o dolore pelvico.
- Nervi: utile per alleviare infiammazioni neurali e dolore neuropatico, contribuendo a migliorare la mobilità e ridurre il disagio associato a tali condizioni.
- Mucose: applicata per ridurre il gonfiore e migliorare la guarigione delle mucose irritate, soprattutto a livello gastrointestinale e orale.
Attività proteolitica e GDU: cose da sapere
L’attività proteolitica è la capacità di un enzima di degradare le proteine in peptidi e amminoacidi più piccoli. Per la Bromelina, questa attività è un fattore determinante per valutarne la qualità, la purezza e l’efficacia nei processi digestivi e antinfiammatori.
Il parametro GDU: la chiave per valutare l’efficacia
L’unità di misura più utilizzata per quantificare l’attività proteolitica della Bromelina è il GDU/g, acronimo di Gelatin Digestion Unit per grammo. Questo valore indica quante unità di gelatina vengono digerite da un grammo di bromelina in condizioni standard di laboratorio.
“Più alto è il valore GDU/g, maggiore è la capacità della Bromelina di digerire le proteine, e quindi maggiore è la sua bio-attività.”
Non tutti lo sanno: come si misurano le GDU/g?
La determinazione del valore GDU/g della Bromelina avviene attraverso un test enzimatico standardizzato, il cui principio si basa sulla capacità dell’enzima di degradare specifiche proteine. Il processo ha inizio con la preparazione del substrato, che solitamente consiste in gelatina o caseina, proteine facilmente attaccabili dall’enzima. A questo substrato viene poi aggiunto un campione della Bromelina, immergendolo in una soluzione appositamente preparata per favorire l’interazione tra l’enzima e il materiale proteico.
A questo punto ha luogo la reazione enzimatica vera e propria: la Bromelina agisce sul substrato per un determinato lasso di tempo, in condizioni ottimali di temperatura e pH, generalmente intorno ai 37°C, valore che rispecchia la temperatura fisiologica del corpo umano. Durante questo processo, l’enzima spezza le catene proteiche, generando peptidi e amminoacidi più piccoli. La fase conclusiva consiste nella misurazione dei prodotti di digestione: analizzando la quantità di peptidi e amminoacidi liberati, è possibile determinare il grado di attività proteolitica della Bromelina. Maggiore è la quantità di proteine scomposte, più elevato sarà il valore di GDU/g attribuito all’enzima, parametro che ne certifica la qualità e l’efficacia biologica.
Grazie a ZUCCARI, la Bromelina diventa Buonissima
Bromelina 500 Buonissima di ZUCCARI si distingue dalle altre formulazioni di Bromelina per una serie di caratteristiche che ne migliorano non solo l’efficacia, ma anche l’esperienza d’uso, trasformando l’assunzione di un integratore in un gesto più pratico e piacevole.
Innanzitutto, la sua attività proteolitica certificata è tra le più elevate sul mercato, con un valore di 2500 GDU/g, parametro che garantisce un’efficacia ottimale nel supportare i processi antinfiammatori e digestivi. Questo livello di concentrazione assicura che ogni compressa da 500 mg di bromelina offra un effetto misurabile, mantenendo l’integrità dell’enzima e la sua capacità di scomporre le proteine in amminoacidi utili all’organismo.
Un altro elemento distintivo è la forma innovativa di assunzione. Bromelina 500 Buonissima è la prima compressa masticabile sul mercato, pensata per chi non ama le capsule o le polveri. Il gusto naturale di ananas, ottenuto grazie all’inclusione di polpa e succo disidratati, rende l’assunzione un momento gradevole, senza rinunciare alla purezza del principio attivo. Inoltre, questa formulazione permette di assumerla ovunque e in qualsiasi momento, senza bisogno di acqua, a differenza delle classiche compresse rivestite.
Anche i “senza”, famosi negli integratori ZUCCARI, sono importanti: Bromelina 500 Buonissima è senza zuccheri, senza glutine, senza lattosio, priva di OGM e 100% vegana, rendendola accessibile a tutti, comprese le persone con particolari esigenze alimentari.
Formato eccezionale, modo d’uso personalizzabile
Bromelina 500 Buonissima è eccezionale anche perché può essere masticata o sciolta in bocca come una caramella. In linea di massima se ne consiglia l’assunzione lontano dai pasti. Se, invece, viene assunta con lo scopo principale di favorire la digestione, va invece presa subito dopo i pasti. Quando assumerla? Per un trattamento d’urto si suggerisce 1 compressa, fino a 3 volte al giorno (ogni 8 ore); per il mantenimento 1 compressa, 1 o 2 volte al giorno. Bromelina 500 Buonissima non è solo un integratore, ma una reinterpretazione moderna della Bromelina, che combina alta qualità, praticità e gusto, per un benessere che si integra perfettamente nella vita quotidiana.
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